Il trompe l'oeil deriva dal francese “tromper”(ingannare) e “l'oeil”(l'occhio).
E' infatti una tecnica pittorica che, attraverso l'uso di chiaroscuri e prospettiva, riesce a riprodurre un'illusione del reale talmente veritiera da ingannare appunto l'occhio di chi la guarda.
Sfumano i limiti del mondo fenomenologico:ciò che è bidimensionale appare tridimensionale, ciò che è nella tela sembra fuoriuscirne, ciò che è illusione appare realtà.
L'artista che realizza un'opera in trompe l'oeil deve avere un'assoluta padronanza nell'arte del disegno, nell'applicazione matematica delle regole prospettiche, nell'uso di luci e ombre,del colore e delle sfumature. In particolar modo la corretta applicazione delle regole prospettiche permette di decidere il punto di vista privilegiato da cui il fruitore dovrà percepire “l'inganno”: il massimo dell'illusorietà viene raggiunto quando il punto di vista dell'osservatore coincide con il punto di fuga. Quando l'artista colloca un'opera all'interno di uno spazio, oltre a tener conto delle sorgenti luminose, dovrà calcolare anche i possibili punti di vista dell'osservatore.
In questo sito verrà illustrata una breve storia delle opere in trompe l'oeil citando alcuni degli artisti più importanti dall'epoca antica fino al mondo contemporaneo; in particolare una sezione più ampia sarà dedicata all'olandese Escher, noto per le sue creazioni illusionistiche che sfondano i limiti del reale addentrandosi in figure impossibili e metamorfosi del reale