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La leggenda e la storia



Tulipani (la parte prima)


Tulipa è il nome di un genere delle Liliaceae originario della Turchia e comprende specie bulbose alte 10-50 cm, tra cui alcune spontanee in Italia note col nome comune di Tulipano. Il suo nome in turco deriva da tullband che significa copricapo, turbante per la forma che il fiore sembra rappresentare. Questo tipo di fiore vide la sua massima popolarita' nel periodo di Solimano il Magnifico che lo volle sviluppare in numerose varieta' ed impiantare ovunque in Turchia sotto il suo regno nel XVI secolo. Portato per la prima volta in Europa nel 1554 dal fiammingo Ogier Ghislain de Busbecq, ambasciatore di re Ferdinando I alla corte di Solimano il Magnifico, che ne spedì alcuni bulbi al botanico Clusius, responsabile dei giardini reali, la sua coltivazione nei Paesi Bassi iniziò all'incirca a partire dal 1593. (1)

A Rosano, a 15km da Firenze, dove cè il famoso monastero benedettino di Santa Maria a Rosano, ogni primavera nascono i tulipani. Secondo un'iscrizione settecentesca posta sulla facciata della chiesa, l'Abbazia di S. Maria di Rosano fu fondata nel 780. La leggenda vuole che sia stata fondata da un certo Ursone e dalla moglie Rosana: da quest'ultima sarebbe derivato il nome del Monastero, sottoposto alla Regola benedettina. Nel corso della prima metà del XII secolo la chiesa subì dei lavori di ampliamento che riguardarono anche il campanile, e che si conclusero probabilmente già nel 1130 sotto l'abbaziato di Matilde. Verso la fine del XII secolo doveva essere già attivo uno "spedale" ad uso di foresteria per i pellegrini ed i viaggiatori in transito verso Roma o la Romagna. Gravi danneggiamenti il Monastero li subì al tempo di Dante, nei primi anni del Trecento, nel pieno delle lotte tra Bianchi e Neri. Nel corso del '500, sotto l'abbaziato di Dianora di Filicaia, il complesso monastico si ingrandì ulteriormente. Il monastero possiedeva una superfice notevole di campi coltivati. Oggi ha i campi a foraggio e un noceto nonchè la fattoria annessa al monastero. Il monastero e la fattoria sono rigorosamente circondati con un muretto che li separa dai campi. Le monache di clausura non si fanno vedere mai nei cmpi. All'interno hanno il chiostro con il bellissimo giardino al quale si affacciano anche gli antichi dormitori.

Il monastero di S.Maria di Rosano

La gente di Rosano racconta che le monache introdussero i tulipani per ornare il loro monastero. Infatti I tulipani dopo l'introduzione in Europa divennero rapidamente una merce di lusso e uno status symbol non solo per il loro valore decorativo, ma anche per il loro valore gastronomico. Nel corso degli anni il giardino e la fattoria del monastero di Rosano erano stati modificati e anche una parte di essi era abbandonata. Ma le piante esotiche continuarono a tramandare le loro vita modificando la sua forma cioè la forma più semplice e selvatica. Ora esaminiamo la pecurialità della sua forma confrontando con la pianta di coltivazione.



SCHEDA BOTANICA

Qui possiamo osservare che 6 petali dei fiori hanno la forma ogivale e sono convessi dall'esterno. Sopratutto ogni petalo si arriccia alla parte superiore all'interno come se chiudesse la bocca. I suoi colori che sembrano infinitamente vari ci offrono una piacevole vivacità quasi del ricordo d'infanzia. Infatti ci danno l'immagine dei palloncini multicolori che abbiamo rincorso per acchiapparli. La sua forma di uovo si nasconde perfettamente nelle nostre mani giunte. Il suo fiore che sembra fragile ha la sua elasticità quando viene colpito dal vento. Solo alla fine della sua fioritura i suoi petali lasciano il loro stelo.
Le foglie hanno qualche volta una torsione a causa della loro carnosità. Come se fossero un vestito orientale le due foglie diventano ora le maniche che nascondono il suo viso e qualche volta come la sciarpa che cade dalla sua spalla. La sua forma ondulata di profilo fa ricordare la postura elegante di una signora.





Nella coltivazione dei tulipani i bulbi vengono messi in terra entro il mese di Dicembre e dopo aver superato l'inverno cominciano ad avere i loro fiori. Dopo la fioritura le foglie producono le risorse vitali e le depositano nei loro bulbi. Quando la pianta comincia finalmente a seccare i bulbi vengono tolti dalla terra. Ma i tulipani "selvatici", intendiamo le piante non coltivate, non vengono assistiti in tal maniera. Cio significa che hanno il loro percorso indipendentemente dalle mani dell'uomo. I loro petali nonostante che abbiano la forma ovale sono meno arricciati e sono quasi piatti. Infatti all'apertura dei fiori i petali si formano in modo quasi triangolare. La carnosità si manifesta molto di meno sia per i petali sia per le foglie. Le foglie sono più allungate senza torsione e sottili. I suoi bulbi hanno una forma più allungata rispetto ai bulbi di coltivazione. Questo tipo è stato chiamato col nome di "tulipani oculi o agenensis".



I tulipani oculi o agenensis hanno diffusione molto larga. Il colore verde nella mappa che indica dove sono stati individuati i tulipani selvatici occupa la Francia e l'Italia. Cio significa che non si trovano solo a Rosano in provincia di Firenze in Toscana. In realtà ci sono diversi posti testimoniati dagli osservatori.

A Govone, Val di Tanaro in Piemonte, si ricorda con la manifestazione dei tulipani.
A Bibiano in provincia di Reggio Emilia in Emilia Romagna si trovano i tulipani.
In questi due luoghi il colore dei fiori è esclusivamente rosso come si trova a Rosano. Con cio si puo dedurre che la peculiarità dei multicolori sia dovuta dalla operazione dell'uomo. Dove non ci sono gli interventi dell'uomo il colore tende ad unificare. Ci rimangono due questioni principali. Una è dal punto di vista scientifico, cioè i fattori naturali che accomunano questi luoghi quali sono? E l'altra è l'osservazine storica sulla veridicità della leggenda. Il racconto del popolo di Rosano, ormai una leggenda, non è ancora stato verificato. Questo è interessante.

(1) Wikipedia;"Tulipani"


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